Siamo tutti facilmente intercettabili ovunque e comunque tra chat e sms.

Siamo tutti facilmente intercettabili ovunque e comunque tra chat e sms

Che la privacy ormai sia un’illusione è una consapevolezza diffusa, anzi, siamo tutti spiabili ovunque e comunque.Questo é l’ultimo scoop messo a segno da Wikileaks in partnership con il Bureau of Investigative Journalism (BIJ) e Privacy International, organizzazione britannica che si batte per il rispetto della privacy.

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Ora peró,questa sensazione si può trasformare in certezza grazie ai nuovi documenti riservati che WikiLeaks ha pubblicato. Si tratta di centinaia di “Spy Files” con le prestazioni offerte dalle società di sorveglianza elettronica di tutti i Paesi. È un database scioccante, un colossale catalogo di come la vita di chiunque possa essere “rubata”, copiata e analizzata in modo automatizzato.

Jean Assange asserisce che:

Negli ultimi 10 anni è fiorita un’industria internazionale che fornisce al miglior offerente equipaggiamenti dedicati alla sorveglianza di massa i quali, se consegnati agli aguzzini di spietati regimi, possono essere letali quanto un proiettile

Gli agenti commerciali di questo Grande Fratello reticolare illustrano infatti i loro prodotti in fiere specializzate dove «la gente comune e la stampa non è ammessa».

Ogni giorno vengono intercettate ragnatele elettroniche capaci di imprigionare milioni di miliardi di dati,telefonate, mail, sms. Colpa soprattutto della Rete e della tecnologia a cui affidiamo le nostre vite in un cyberspazio affollato da spioni d’ogni genere.

E negli “Spy files” di WikiLeaks l’Italia si mostra all’avanguardia dal punto di vista tecnologico ma l’unico Paese occidentale dove il principale operatore telefonico aveva una squadra di hacker che penetrava nella mail di giornalisti ostili.Nel nostro paese si é scoperto un mercato nero di tabulati telefonici venduti ,a prezzi persino modici,da personale delle forze dell’ordine

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Prima delle Torri Gemelle gli imprenditori che si occupavano di questo settore erano pochissimi, poi nel massimo segreto il business è esploso.Adesso vale cinque miliardi di dollari l’anno. Il silenzio sull’industria dell’info-vigilanza viene difeso in tutti i modi molto probabilmente perché gli affari privati e gli  interessi nazionali si fondono.

Scritto da Luis Celin Betanco

Nel database di WikiLeaks compare Area, azienda di Varese che ha un ruolo di primo piano nelle intercettazioni affidate dalle procure, ma che è finita al centro di un intrigo internazionale per i rapporti con il regime siriano di Bashar Assad, che sta soffocando nel sangue le proteste popolari.

Ci sono invece elementi su altre sigle che possono avere contribuito alla sua missione siriana, come la tedesca Ultimaco , con l’obiettivo di oscurare siti degli oppositori e vigilare sulla rete Web dei dissidenti.

Il problema in Italia e nel mondo è stabilire regole e autorità che tutelino questi giacimenti di registrazioni e stronchino le mire dei furbetti.

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Gli “Spy Files” di WikiLeaks mostrano come ormai il mercato sia così grande da rendere impossibili i controlli delle autorità statali.

Fonte:Il Messaggero

Fonte:L’Espresso

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