Raid Usa:più di 200 civili uccisi in un presunto attacco aereo americano

Mondo:Medio Oriente
Si sospetta che più di 200 civili siano stati uccisi,in Iraq,durante un raid aereo americano.

Attacco aereo mortale in Mosul miete centinaia morti tra la popolazione civile.
I soccorritori stanno ancora recuperando i morti causati probabilmente da un attacco aereo americano avvenuto nella cittá di Mosul in Iraq dove più di 200 civili sono stati ammazzati.

Munatha Jasim ha visto correre,nelle loro tute rosse tra le macerie delle case dei loro vicini,la protezione civile irachena che estraevano le vittime senza vita richiudendoli conseguentemente nelle borse blu per i cadaveri.

L’esplosione della scorsa settimana ha ucciso nove familiari di Jasmin tra cui suo figlio Firas di 7 anni e sua figlia Taiba di soli 4 anni.

“abbiamo recuperato solo metá corpo di Firas….il resto é rimasto lá” dice Jasmin.

La coalizione americana in Iraq sta verificando le responsabilitá dell’attacco aereo nella parte occidentale di Mosul che secondo la protezione civile ha ucciso ben 200 persone.

Un vero bollettino di guerra,questo potrebbe costituire il più alto numero di vittime tra i civili a seguito di un attacco dal cielo sin dai tempi della battaglia contro i militanti islamici di Stato che ebbe luogo più di due anni fa.

Potrebbe rappresentare l’incidente più letale ed efferato fra tutte le guerre nel mondo moderno.

Secondo Joe Scrocca,il colonnello dell’esercito americano e portavoce della coalizione con base a Baghdad,la coalizione ha aperto un’inchiesta per certificare le accuse riguarda il conflitto e tutti gli attacchi avvenuti in quella zona.

Aggiunge inoltre che le forze di coalizione normalmente colpiscono i target dello stato islamico propio in quelle zone.

L’inchiesta vuole far luce su numerose accuse che collocano gli attacchi in quelle zone tra il 17 marzo e il 23.

Il Pentagono ha confermato 4 attacchi nelle vicinanze di Mosul che hanno eliminato 25 posti di combattimento,veicoli e macchine con dell’esplosivo.

Gli ufficiali americani,facenti parte del nucleo investigativo per le bombe di Mosul,sebbene inizialmente non fossero stati autorizzati a riferire pubblicamente sugli accertamenti in corso hanno incautamente riferito di aver ricevuto dei ragguagli riguardo l’innavvertito urto con un camion pieno di benzina ed esplosivi provocando un’esplosione di grandi dimensioni uccidendo più di 200 persone.

“continueremo a valutare le asserzioni e continueremo a considerare se l’attacco della coalizione ha giocato ruolo in questi posti”

Si sono visti Circa 50 corpi senza vita riconducibili ai probabili attacchi aerei in queste zone dove i parenti aiutavano a recuperare quello che era rimasto.

Un’uomo si era avvicinato a un sacco contenente il corpo di una donna incinta,dopo averlo toccato incominció a parlarci per poi incominciare a piangere e disperarsi.

La protezione civile pur assistendo sbigottita alla scena ha dovuto allontanare l’uomo.

In un garage non troppo distante,dove cadaveri erano stati ammucchiati,un’altro uomo,il quale aveva perso 32 parenti,ha provato a identificarli sulla base di quello che erano riusciti a recuperare-carta d’identitá,un portafoglio marrone è una borsetta nera-non riuscendovi peché é scoppiato a piangere uscendo fuori per poi sedersi sul marciapiedi con la testa a penzoloni.

Jasim percorreva la strada che puzzava di morte,i corpi erano ancora sotto le macerie dove si intravedeva una mano violacea e dei piedi -che calzavano delle scarpe da ginnastica gialle-che sporgevano da sotto le rovine delle case andate distrutte.

Alla fine si fermó e indicando le rovine della sua casa disse che i militanti si insediarono sulla strada di casa sua un’attimo prima che avvenissero gli attacchi.

“É bastato che un combattente dello Stato Islamico si trovasse nella nostra casa per far si che il caccia ci bombardasse” precisa Jasmin in lacrime.

I residenti i quali assistettero all’esplosione dissero che tutto avvenne dopo che i militanti li costrinsero ad entrare nelle loro case.

Secondo Scrocca l’uso di civili come scudo umano da parte dello Stato Islamico ha sempre rappresentato una sfida per le forze di coalizione operanti in Mosul.

L’incidente é l’ultimo di diversi attacchi fatali in cui si ipotizza che decine di civili siano stati uccisi per mano delle forze americane.

Mercoledì un gruppo umanitario riferisce che almeno 30 civili sono stati uccisi nel corso di un raid aereo che colpí una scuola in Siria.

Poco meno di una settimana prima le forze americane furono accusate di aver bombardato una moschea nella provincia di Aleppo uccidendo più di 40 persone.

Entrambi gli incidenti sono stati vagliati dal Pentagono

Al di lá delle crescenti accuse,l’America non tarda a ribattere sostenendo che nella storia nessun militare a causato problemi evitando il coinvolgimento dei civili in detti incidenti anche perché quasi tutte le bombe lanciate sono teleguidate da satellite o laser.

Poco meno di una settimana prima le forze americane furono accusate di aver bombardato una moschea nella provincia di Aleppo uccidendo più di 40 persone.

Il nostro obiettivo é sempre stato zero civili coinvolti in incidenti, non possiamo venire meno al nostro impegno con i nostri partners in balia delle tattiche brutali del’ISIS che terrorizzano le persone usandoli come scudi umani e combattendo da siti protetti come:scuole,ospedali e luoghi religiosi.

I piloti americani riferiscono di decine di attacchi attorno alla parte occidentale di Mosul aspettando di bombardare quando tocca a loro.

La coalizione d’oltreoceano, questa settimana ha sguinzagliato più di 500 bombe aeree,artiglieria,bombe a mano,missili lanciati da terra e missili lanciati per mezzo dei droni rispetto agli 880 della settimana precedente.

Secondo il Pentagono più di 18,400 munizioni sono letteralmente piovute su Mosul da quando ha avuto inizio l’offensiva del 17 ottobre.

Si é dimostrato arduo portare a termine quei bombardamenti senza devastare il centro storico e senza coinvolgere i civili che vi abitano visto che i miliziani si mischiano tra i cittadini comuni.

Solo in Mosul l’esercito sta vagliando più di una dozzina di incidenti in cui sono coinvolti dei civili.

La morte dei civili ha avvelenato per molto tempo le relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iraq.

Per cercare di convergere sul problema,gli ufficiali dell’esercito americano e i controllori di volo si sono integrati con le forze Irachene per dirigere gli attacchi aerei contro le postazioni dello Stato Islamico e suggerire ai comandanti di terra iracheni il modo migliore per avanzare nel campo di battaglia.

Secondo i migliori comandanti dell’Aeronautica del Medio Oriente,a febbraio,é stato garantito più autonomia e autorità agli advisors statunitensi di modo che possano riferire direttamente con i piloti velocizzando il tempo di sgancio dei missili piuttosto che passare da un quartiere generale ad un altro.

Gli impiegati dell’esercito americano fanno riferimento a una serie di precauzioni scritte di diverse regole con più livelli di approvazione prima che si sgancino bombe o si lancino missili.

Ancora una volta,lo scontro come in tutte le guerre combattute in un ambiente densamente popolato,garantisce morti accidentali soprattutto quando le persone devono prendere decisioni di vita o di morte in una frazione di secondo

Il Pentagono ha reso noto la morte di 220 civili provocate dai bombardamenti della coalizione in Iraq e Siria sin da quando ebbe inizio la campagna contro lo Stato Islamico nel 2014.

Una organizzazione(non- profit)con sede a Londra-Airwars- la quale monitora il decesso dei civili ad opera dei raid della coalizione,stimano che circa 2700 civili sono stati uccisi in quel periodo in entrambi.

Il direttore del Airwars,dice le sue stime sono state sopraffatte dalle ultime accuse postume all’accaduto.

Da qualche mese sono cresciuti i decessi civili comprovati  avvenuti per mano della coalizione:con più di 1,000 incidenti reclamati fino a questo mese,record senza precedenti.

Nessuno di noi all’Airwars si aspettava di vedere crescere esponenzialmente le accuse contro la coalizione;persino tenendo in considerazione l’alto rischio dei civili nel bel mezzo dell’assalto a Mosul.

A detta del portavoce del Ministero della Difesa,Tahsin Ibrahim,Il governo Iracheno stava indagando anche nell’ipotetico attacco aereo avvenuto la scorsa settimana.

“Se colpiamo i civili diamo luogo ad una inchiesta e se l’inchiesta evidenzia sufficienti prove,il caso potrebbe essere riportato alla Corte Suprema”

Gli addetti alla protezione civile e i testimoni degli ipotetici bombardamenti aerei dell’ultimo sabato dicono che questi sono avvenuti in risposta agli spari dei militanti che avevano aperto il fuoco sui caccia .

Alcuni dicono di aver visto pochi militanti,altri almeno dieci.

Stando alle affermazioni del colonnello iracheno della protezione civile,i raid aerei sono avvenuti in seguito agli spari sui caccia con missili pesanti

Questa é la ragione per cui i caccia hanno aperto il fuoco.Secondo lui l’Iraq e la coalizione non sono da ritenere responsabili dell’accaduto ma anzi la colpa è tutta dello Stato Islamico perché se uno ti spara allora tu rispondi al fuoco.L’esercito ha fatto il suo dovere.

Diverse testimonianze dicono di essere state costrette ad entrare in casa prima che il raid aereo avesse inizio.

Asseriscono anche che i militanti gli avevano bruciato la loro macchina e che avevano parcheggiato un camion pieno di esplosivi propio vicino alla casa.Tra l’altro avevano piazzato sul tetto armi da fuoco.

“Daesh non ci voleva lasciar uscire” dice Ihab Adnan,un lavoratore di 35 anni usando un termine comune per indicare lo Stato Islamico mentre si faceva strada tra le macerie della casa di suo zio che stava propio lì vicino

Adnan ci indica una foto tra le rovine di sua cugina di 13 anni,Ali Ramadan,il cui corpo non era stato sigillato nei secchi per i cadaveri.

Una serie di attacchi sono stati effettuati prima delle 5 del pomeriggio e “tutto stava esplodendo”

Poteva sentire i suoi parenti urlare dalla porta accanto.Anche Adnan urlava.Era riuscito a tirarsi fuori e si rese conto che molte famiglie erano state sepolte sotto le loro case implose;per la precisione 18 nella casa dello zio,72 in una casa confinante e 130 in un’altra ancora.

Riuscì a sentire le persone ferite urlare.

“In tutta fretta estraevamo le persone fuori dalle rovine”dice Adnan

Degli ufficiali,in una clinica militare irachena,dicono di aver curato più di 20 sopravvissuti.

Un camionista,Rayid Abdullah,dice di aver sentito quando colpirono la sua casa con il raid aereo e innestarono il camion pieno di esplosivo nelle zone circostanti

“La casa collassó su di noi”dice Abdullah

Sua moglie e i tre bambini di età rispettivamente di 12,10 e 5 sono stati tutti ospedalizzati.

Abdullah ha riportato un brutto taglio sul naso quasi da sembrarne privo.

“Ho perso tutto anche la macchina” dice rivolgendosi verso le rovine sulla strada.

Majid Taib di 47 anni,si stava riparando all’interno della sua casa con 40 parenti nel momento in cui vide il caccia bombardare la zona.

Afferma anche che si ritengono fortunati ad essere usciti illesi e che “tutte le persone morte qui é a causa degli errori dei caccia”

Suha Khalid Gharab di 60 anni ha perso 20 parenti nell’esplosione di cui uno di soli un anno.

“É un atto criminale uccidere civili” sostiene mentre si siede all’interno della sua casa distrutta circondato dai suoi vicini.

Qualcuno rivendica dei risarcimenti da parte del governo per poter ricostruire tutto.

Altri vogliono essere rassicurati in futuro di modo che i civili siano protetti meglio dalle forze Irachene e della coalizione

“É così che si libera la regione?”si chiede ,Ahmed Abd,un lavoratore di 43 anni

 

La protezione civile irachena é stata la prima giovedì a raggiungere il luogo per estrarre i corpi.Si sono riscontrati piccoli progressi venerdì estraendone 42 corpi sotto diversi metri di macerie,facendo affidamento sui jackhammer ,lame circolari e bulldozer per ripulire dai detriti dei case crollate dove si stima siano sepolte 130 persone.

Salen Jamal che é nella protezione civile da molto tempo ed ha assistito alla scena del garage stipato di sacchi contenenti i cadaveri,ció nonostante,la reputa la peggior scena a cui abbia mai assistito fuori Baghdad anche paragonandoli ai bombardamenti letali dello scorso anno avvenuti nei quartieri della capitale Karada che uccise 300 persone.

Fonte:Los Angeles Times

Traduzione:Luis Celin Betanco

Scritto da Luis Celin Betanco

Link utile:

http://www.latimes.com/world/middleeast/la-fg-mosul-civilians-airstrike-20170324-story.html

http://www.latimes.com/world/middleeast/92884600-132.html

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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