Squali bianchi in Sicilia

Boom di “avvistamenti squali bianchi” nell’estate del 2016 nelle acque antistanti la Sicilia.

É bastato che qualche bagnante gridasse “allo squalo” per far scattare la psicosi; non è la prima volta che viene segnalata la presenza di squali nelle acque siciliane.


A confermare la presenza dei grandi predatori  nel Mediterrano sono gli esperti dell’ Ispra, l’ Istituto superiore per la protezione e ricerca,che però,ben si guardano dal creare allarmismi nonostante gli avvistamenti di squali bianchi al largo delle coste di Messina, Siracusa.

Nei pressi di San Saba inoltre sono stati fotografati i resti di un delfino spiaggiato che sembra essere stato aggredito proprio da uno squalo. Pochi giorni fa,alcuni pescatori al largo di Ganzirri,hanno segnalato uno squalo che addentava un pesce spada mentre lo tiravano a bordo.

Anche a Siracusa, quattro sommozzatori hanno avuto un incontro ravvicinato con un pescecane. Gli avvistamenti tramite passaparola hanno immediatamente raggiunto le spiagge limitrofi.

Puó trattarsi di alcune specie autoctone di piccoli squali come le feluche, la verdesca o il capopiatto. Questi solitamente hanno dimensioni contenute ma a volte possono superare i 5 metri.

Si tratta di specie che vivono da sempre vivono proprio nelle acque antistanti la Sicilia.

Quali sono gli squali nei mari attorno alla Sicilia?

«Tra le specie più diffuse c’ è la verdesca, che raggiunge una lunghezza massima di 3 metri: si trova prevalentemente nel Tirreno meridionale, ma la pesca al tonno e pesce spada con i palangari, ne ha decimato gli esemplari, rendendola una specie rara.

Tra gli squali che non vivono sul fondo, da sempre è segnalata la presenza dello squalo bianco, di cui abbiamo reperti di catture e avvistamenti nelle antiche tonnare e dalle feluche dello Stretto di Messina.

Oggi si ritiene ci sia una “nursery” vicino all’ isola di Lampedusa: sono stati più volte catturati, infatti, piccolissimi individui che si pensa debbano essere nati lì.

Vi é poi una presenza di squali grigi,per questo,la località é oggi meta di subacquei appassionati che effettuano delle immersioni nella speranza di  poterli osservare da vicino

Altri squali, come il volpe e il martello, prima spesso catturati dalla pesca a strascico nel Canale di Sicilia oggi sono rarissimi».

Per fortuna,nel Mediterraneo,gli squali sono sempre esistiti e la loro presenza é indice di un mare”sano”. Anche se, negli ultimi anni, si registra un’ estrema riduzione, al punto che attualmente 3 specie sono protette (squalo bianco, cetorino e manta).

A riprova che il numero degli squali è in diminuzione ci sono le evidenze della pesca,infatti, le catture involontarie sono fortemente diminuite».

«Nei mari di tutto il mondo,ancora poco nel Mediterraneo, gli squali sono esposti alla pratica del finning, ossia vengono privati delle pinne per soddisfare la crescente e sempre maggiore richiesta dei mercati orientali.

Questa pratica si sta rivelando un fenomeno crudele e devastante per gli squali».

A dispetto delle diverse segnalazioni, la Guardia Costiera non sembra allarmata,anzi,ci tengono a ribadire che lo squalo attacca solo se affamato sebbene gli incidenti accaduti ai surfisti in Australia, siano legati al fatto che lo squalo, vedendoli nuotare dal basso, li confonda per foche.

Alla sala operativa il comandante della Capitaneria di Porto Nazzareno afferma che non  è il caso di creare allarmismi, però ovviamente è necessario essere prudenti in mare e, qualora si avvisti un esemplare che si crede pericoloso, è opportuno avvertire la capitaneria di porto.

Dal canto loro,continuano a monitorare tutto il litorale ma nell’ambito delle normali e regolari operazioni di controllo

La domanda, adesso, è quasi spontanea: in Sicilia c’ è il rischio, per i bagnanti, di imbattersi in uno squalo?

«Seppure non escludibile ritengo sia molto improbabile che un bagnante possa imbattersi in uno squalo.

Lo squalo balena sovente si spinge fino alla costa e nonostante le sue ragguardevoli dimensioni (10 metri di lunghezza) non abbiamo segnalazioni di suoi avvistamenti da almeno 6 o 7 anni.

Anche lo squalo bianco può teoricamente arrivare vicino alla costa. Si tratta della specie più pericolosa presente nel Mediterraneo ma é doveroso  ribadire che,prima di affermare la certezza di un avvistamento, dobbiamo esserne sicuri avvalendoci del parere di un esperto o almeno l’ evidenza di una foto.

Poco fa ha lasciato intendere che la presenza di squali nel mare è preziosa. Perché?

«Nonostante lo squalo assuma spesso il ruolo del grande predatore, è in realtà l’ essere vivente più fragile e a rischio che abbiamo oggi nei mari del pianeta. I motivi sono diversi: essendo al vertice della catena alimentare, è il più esposto ai contaminanti come i metalli pesanti che lo espongono a patologie e ne riducono la fertilità.

Inoltre, la capacità riproduttiva degli squali è diversa dagli altri pesci poiché fanno pochi figli destinati alla sopravvivenza; strategia, questa, oggi poco efficace in mari sempre più sfruttati.

Scritto da Luis Celin Betanco

Fonte:Gazzetta del Sud

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