Terraforming (Video) !! Un giorno, l’uomo potrebbe ricreare un mondo a immagine e somiglianza della Terra.

La terraformazione ( o terraforming ) è un ipotetico processo artificiale, atto a rendere abitabile per l’uomo un pianeta o una luna.

La terraformazione, interviene sulla sua atmosfera ( creandola o modificandone la composizione chimica ) rendendola così, simile a quella della Terra, in grado di sostenere un ecosistema.

Questo procedimento è molto al di là delle possibilità della odierna tecnologia e gli studi su di essa sono per ora speculativi.

 

Noi esseri umani siamo in una posizione unica per contribuire a diffondere la vita, partendo da questo piccolo pianeta, dove sembra che sia originata.

Questo potrebbe essere il dono della Terra all’Universo, il dono della vita.

Per alcuni ricercatori, la terraformazione di Marte sarebbe una opportunità ineguagliabile per indagare il mistero della vita.

All’inizio, la Terra era popolata da batteri anaerobi, che prosperavano nelle condizioni ambientali di allora, e che non sono stati molto felici all’arrivo di organismi diversi, i cianobatteri, che iniziarono ad estrarre ossigeno dalle molecole d’acqua e a immetterlo per la prima volta nell’atmosfera.

In effetti, questo fenomeno, eloquentemente chiamato “catastrofe dell’ossigeno”, causò la prima estinzione di massa sulla Terra, distruggendo le forme di vita anaerobiche.

Un’altra ottima motivazione, difficile da contestare, sostenuta da molti ricercatori della Mars Society, è legata alla volontà di garantire la sopravvivenza dell’umanità nel lontano futuro.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che tra circa 2.8 miliardi di anni il Sole, avvicinandosi al termine della sua esistenza nella sequenza principale, inizierà a ingigantirsi, causando un drastico aumento della temperatura sulla Terra, che alla fine verrà inglobata dalla sua stessa stella.

Grazie alla maggiore lontananza dal Sole, Marte resisterebbe più a lungo, e potrebbe quindi rappresentare un primo rifugio per gli esseri umani.

Generalmente questo termine viene subito associato a Marte, in quanto, tra i nostri vicini, è senza dubbio il più simile alla Terra, e il meno difficile da “domare”.

Il suo giorno lungo poco più di 24 ore, ad esempio, sarebbe perfetto per permettere l’esistenza di vegetazione.

Inoltre, Marte possiede tutti gli elementi necessari per creare materiale da costruzione, come plastica, metalli e vetro, e ha oceani di acqua congelata nel sottosuolo.

La gravità marziana è circa un terzo di quella terrestre e l’area di superficie del Pianeta Rosso è uguale alla superficie della Terra.

Marte non ha un campo magnetico; la tettonica a placche sembra non esistere e il nucleo del pianeta è congelato.

Marte un tempo era molto più ospitale, con temperature più miti e con acqua liquida in superficie. Poi qualcosa è cambiato.

L’atmosfera ricca di anidride carbonica e altri gas a effetto serra si è assottigliata, per ragioni ancora non del tutto chiare, legate probabilmente all’effetto del vento solare.

Oggi Marte è un mondo gelido, con temperature medie di -60°C, e la sua tenue atmosfera, l’1% di quella terrestre, non potrebbe fornire alcuna protezione a esseri umani o animali sulla sua superficie.

Il punto di partenza è l’innalzamento delle temperature del pianeta producendo un effetto serra artificiale, una cosa che gli esseri umani sanno fare molto bene a casa loro.

Secondo i ricercatori, questi gas artificiali sarebbero ben 10 000 volte più potenti di quelli naturali nel catturare il calore emanato dal suolo, e riuscirebbero ad intrappolare almeno il 10% dei fotoni provenienti dal Sole, impedendone la dispersione nello spazio.

I coloni di Marte, con sufficienti capacità industriali, potrebbero, ad esempio, realizzare piccoli stabilimenti automatizzati volti alla produzione di super gas a effetto serra, senza depauperamento dello strato di ozono.

I candidati migliori sarebbero quelli a base di fluoro, composti da elementi che sembrano essere facili da trovare sulla superficie marziana.

Robert Zubrin,fondatore della Mars Society e coordinatore di vari progetti della NASA e , è convinto che questo sistema potrebbe funzionare.

“In poche decine di anni, la temperatura su Marte aumenterebbe già di oltre 10°C.

Il calore a sua volta porterebbe alla fuoriuscita sotto forma di gas di una grande quantità di anidride carbonica presente nel suolo marziano.

L’anidride carbonica è un ottimo gas naturale a effetto serra, e finendo nell’atmosfera contribuirebbe a sua volta ad innalzare la temperatura, producendo, a catena, ulteriori fuoruscite di anidride carbonica dal suolo.

Il processo diventerebbe automatico, e con l’inspessimento dell’atmosfera, il pianeta raggiungerebbe uno stato di equilibrio, rimanendo caldo in modo naturale.

I ghiacci intrappolati nel suolo marziano inizierebbero a sciogliersi, restituendo a Marte l’acqua allo stato liquido che una volta possedeva.

L’acqua riempirebbe i mari, scorrerebbe nei fiumi, e formerebbe nel cielo nuvole per poi scendere sotto forma di pioggia.

Marte avrebbe così riacquistato un ambiente fecondo per la vita.

Eventuali organismi indigeni dormienti ricomincerebbero a crescere, ripopolando il pianeta di veri marziani.

In questo modo verrebbe realizzata l’ipotesi della teoria della Panspermia Guidata,secondo cui la vita può essere esportata volontariamente da un pianeta all’altro.

Potrebbero iniziare con organismi semplici, magari geneticamente modificati in modo che possano vivere e prosperare nell’ambiente marziano.

In seguito si potrebbero introdurre piante più complesse.

L’atmosfera ricca di anidride carbonica sarebbe un ambiente da sogno per le piante, che prive di competizione, e con un intero pianeta da ricoprire, trasformerebbero Marte in un mondo verde.
L’ultimo passo per una completa terraformazione di Marte, questa volta nel senso stretto del termine, sarebbe infine la creazione di aria respirabile da esseri umani e animali.

Potrebbero farlo le piante, attraverso il processo naturale della fotosintesi.

Ma,mentre,per riscaldare il pianeta potrebbe bastare un centinaio d’anni, la trasformazione dell’atmosfera per mezzo delle piante ne richiederebbe decine di migliaia.

Rendere Marte abitabile per gli esseri umani sarebbe un’impresa ardua, soprattutto per la difficoltà di produrre ossigeno, ma renderlo di nuovo ospitale per la vita sarebbe più semplice.

“Marte ha vissuto per breve tempo, è morto giovane ed ha lasciato un corpo bellissimo”

 

I metodi tradizionali di terraformazione usati su un corpo planetario simile a quello di Marte, richiederebbero degli specchi che riflettano la luce solare sulla superficie del pianeta, simulando così, un effetto serra per un piccolo pianeta.

Scritto da Luis Celin Betanco

 

Fonte:Focus

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