Traffico illecito dei rifiuti (video)

Nunzio Perrella è stato il primo camorrista in assoluto ad aver collaborato con la giustizia svelando agli inquirenti qualunque segreto e dettaglio riguardante il traffico illecito dei rifiuti.

La terra dei fuochi, si sa, ne è piena, ma il pentito, nei giorni scorsi, negli anni, hanno seppellito immondizia a volontà anche in un altro luogo: in Lombardia, nella provincia di Brescia precisamente, ma non solo.

Poi, una volta esaurito lo spazio e le cave a disposizione, hanno deciso di iniziare a portare i rifiuti anche al Sud, in Campania, appunto, dove hanno generato uno dei più grandi disastri ambientali di tutti i tempi.

Il Sud-Italia è l’area dove la maggior parte di questi rifiuti vanno a finire, in particolare lungo le cosiddette “rotta adriatica” e “rotta tirrenica”, dal nord verso la Puglia e verso la Campania-Calabria.

Parte dei rifiuti viene sotterrata in cave abusive, già oggetto di reati ambientali di escavazione.

Nel nord Italia in più casi è stato accertato lo smaltimento di fanghi tossici come fertilizzanti in campi coltivati. Ma l’Italia è anche crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati in Nigeria, Mozambico, Somalia, Romania.

Si ipotizza che l’omicidio di Ilaria Alpi sia riconducibile a inchieste che la giornalista stava conducendo su questo tema.

Uno dei business emergenti riguarda le cartucce per stampanti esauste, da smaltire in fretta e sottocosto. Ma c’è anche chi semplicemente brucia i rifiuti speciali nel cortile della ditta, raccogliendo scarti da tutti i piccoli imprenditori del circondario, senza curarsi dei fumi velenosi che appestano l’aria

Gli scarti di fonderia, ad esempio, continuano ad essere interrati ovunque: nelle cave dismesse, ma persino sotto scuole in costruzione e in insospettabili cantieri nel bel mezzo di qualche bel centro storico.

«Ci sono foto che dimostrano lo smaltimento di scorie non trattate di grosse dimensioni: si creano vere e proprie discariche in zone delicate».

La Lombardia è una delle regioni che ha il tasso di inquinamento maggiore d’Europa. Il problema è che non se ne parla per non dare discredito all’intero sistema economico, tenendo conto anche del fatto che attraverso le industrie molte persone continuano ad avere un lavoro.

Secondo l’organizzazione Mondiale della Sanità, il 90% dell’aumento di malattie oncologiche è dovuto all’impatto ambientale.

Una volta si pensava che bastasse sorvegliare boschi e sentieri per tutelare l’ambiente ma si capí  che non era più così quando si presentò un agricoltore della bassa Lombardia asserendo che nel suo campo non cresceva più niente dopo aver sparso sostanze che gli avevano portato con alcune autobotti». Dai campionamenti emerse che il terreno era imbevuto di metalli pesanti, soprattutto arsenico.

Poi c’erano autotrasportatori che, quando pioveva, aprivano i bocchettoni grazie a un dispositivo e scaricavano direttamente i rifiuti liquidi in autostrada. Tutta roba che poi finiva nei canali di scolo e da lì nei terreni circostanti».

Non in Campania,controllata dalla camorra, ma nella “civilissima” e “democratica” Toscana, delle Amministrazioni egemonizzate dal PD, delle partecipate guidate dal solito “personale di giro” sempre targato PD che, senza soluzione di continuità, passa allegramente, dalle amministrazioni locali, alle segreterie dei sindacati, ai vertici di imprese private e non.
Si tratta di 80 Mila tonnellate di scarti di lavorazione provenienti dal ciclo produttivo della carta, che sarebbero dovuti essere trattati per un legittimo impiego come materie prime da conferire in discarica, contenenti invece sostanze tossiche molto nocive per la salute.

L’impatto è enorme e totale il silenzio della politica e delle Istituzioni: chissà, forse l’indignazione popolare si placherà fino a spegnersi nella risacca dell’iter giudiziario come spesso accaduto in passato per gravissimi crimini ambientali.

La prima proposta legislativa[3] per l’inserimento nel codice penale dei delitti contro l’ambiente recante la definizione giuridica di ecomafia risale al 1998[4] e si deve al senatore Giovanni Lubrano di Ricco.

Il 19 maggio 2015 viene approvato, con i soli voti contrari di Forza Italia e l’astensione della Lega Nord, il disegno di legge Ddl 1345 B promosso da Ermete Realacci (Pd), Salvatore Micillo (M5S) e Serena Pellegrino (Sel) che introduce nel codice penale cinque nuovi delitti contro l’ambiente. La Legge n.68/2015[5] viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio ed entra in vigore dal 29 maggio 2015.

In questo modo la Magistratura si dota di strumenti di indagine più ampi e adeguati ad arginare il fenomeno delle ecomafie, a cominciare dall’introduzione nel codice penale dei delitti contro l’ambiente, detti ecoreati, fino a quel momento di natura contravvenzionale.

La Spezia, Rifiuti Tossici

Gli agenti del Corpo forestale dello Stato, hanno trovato un’area piena di fusti interrati   Una zona finora mai indagata dalle autorità, esterna alla discarica della Sistemi Ambientali di Orazio Duvia, l’imprenditore spezzino finito al centro dell’inchiesta della Procura di Asti nel 1996 sulla triangolazione dei rifiuti che dalla Lombardia e dal Piemonte finiva nel Golfo dei Poeti.

Duvia fu accusato di aver corrotto politici locali, funzionari pubblici e ufficiali della Marina Militare, ma nel 2011 è stato assolto dai reati più gravi di disastro ambientale e di falso. Gli altri reati, a quel punto, erano già prescritti.
L’area dei nuovi scavi, fanno sapere gli inquirenti, è oggi di proprietà proprio di Duvia, che l’avrebbe acquisita da alcuni anni.

“Là sotto c’è di tutto”, fanno sapere fonti investigative che hanno seguito da vicino gli scavi. I primi rifiuti erano già emersi nel giugno del 2014, quando erano stati trovati residui di idrocarburi e alcuni sacchi con la scritta “Esercito italiano”, insieme a frammenti di bidoni triturati.

Scritto da Luis Celin Betanco

Fonte:Agenpress,pisorno.it,Avvenire

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